ANDREA VIGNOLI

Motivazione:
“Simpatica e interessante la narrazione del “gatto sacro” di Francavilla Bisio, capostipite dei preziosi “gatti birmani”, giocherellone, dal carattere equilibrato, dalle eleganti movenze, con lo sguardo sempre rivolto all’uomo, piacevole da accarezzare per la tessitura serica del pelo, come lo descrive l’autore, Andrea Vignoli, nel suo articolo su “Il Novese”.
A far da cornice alla storia, il castello di Francavilla Bisio e uno stuolo di nobili, fuori e dentro le mura di un maniero che ha radici nel XII secolo.
L’incedere del racconto stimola il lettore a ricercarne il finale. Senza dimenticare di leggere l’allegato che parla di fantasmi, come in tutti i manieri che si rispettano.”